
Semințe negre — semi di girasole neri
Semi neri tostati al naturale. Più piccoli e più dolci di quelli striati, senza sale aggiunto.
Semi di girasole, crostini di segale, cioccolato rumeno, caramelle moldave e i biscotti con cui è cresciuta mezza Europa dell'Est. Lo scaffale degli spuntini.

















































Semi neri tostati al naturale. Più piccoli e più dolci di quelli striati, senza sale aggiunto.

Semi neri salati nella busta con il lupo. La confezione si richiude: non si seccano.

I semi neri tostati con sale, quelli da sgranocchiare parlando. Della linea premium, calibro grande.

Tostati e salati con sale marino, che dà una salatura più tonda di quella fina.

Girasole nero tostato e basta: nessun sale aggiunto.

Il formato piccolo da mettere in tasca. Semi tostati e salati, senza altro.

Semi neri tostati e salati con sale marino: la salatura è più tonda e meno aggressiva di quella fina.

La linea Royal Taste nella versione senza sale: tostatura uniforme ad aria calda, seme morbido.

I semi neri salati nella busta bianca e arancione, nel formato da dividere.

La busta grande con lo zip: semi di calibro grande, salati.

Stessa famiglia, versione con il sale marino: la salatura è più tonda di quella fina.

I semi «dell'atamano» della linea Kubanskoe Zoloto: calibro selezionato e salatura decisa.

Semi neri tostati e salati, nella busta verde con il coniglietto.

Girasole nero tostato e basta: nessun sale aggiunto.

Le stesse, appena salate con sale marino: la salatura leggera, «malosolnye».

I semi neri della tigre arancione: tostati e salati. Ci sono due formati, quello medio e il Big Pack.

La versione senza sale, nella busta rossa. Stessi semi, solo tostati.

La busta rossa della linea «da Martin»: semi selezionati, solo tostati.





I semi striati, tostati e salati. Si sgusciano uno a uno: lo snack dell'Est per eccellenza.

I semi bianchi, più grandi e più teneri dei neri. Salati, da sgusciare a manciate.

I semi bianchi, più grandi e più dolci dei neri, e con il guscio che si apre meglio. Versione extra salata.

I semi bianchi, più grandi e più teneri dei neri, e con il guscio che si apre meglio.

I semi striati della linea da esportazione, tostati ad aria calda e salati.

Gli stessi semi striati, solo tostati: nessun sale aggiunto.

I semi bianchi, più grandi e più teneri dei neri, tostati e salati. Il guscio si apre meglio.

I semi pestrițe, striati di bianco e nero: il calibro più grande della gamma.

I semi bianchi turchi della varietà aydede: guscio lungo e sottile, polpa dolce.

Gli stessi semi bianchi della gamma, con la salatura leggera invece di quella extra.

Semi striati tostati e basta: senza sale e senza olio. Fonte di magnesio, fosforo e vitamina E.

Gli stessi striati, tostati e salati. Sempre senza olio aggiunto.



Calibro extra grande e salatura leggera: la versione Xtra dei semi striati.

Semi di zucca tostati con sale, da sgusciare come quelli di girasole. Fonte di vitamina E, magnesio e fosforo.

Arachidi tostate con la pellicina rossa e salate. Si sgusciano fra le dita, come i semi.

Solo il gheriglio, già sgusciato e salato. Da mangiare a cucchiaiate o da spargere sulle insalate.

Semi di zucca tostati e salati, con il guscio chiaro che si apre con le dita.

Il gheriglio tostato e salato, in busta piccola da tenere in tasca.


Gheriglio crudo, non tostato e senza sale: pensato per insalate, pane e müsli più che per sgranocchiare.


Il gheriglio verde di zucca, già sgusciato. Da spargere su insalate, yogurt e pane.


Tostate al forno invece che fritte: senza olio aggiunto, solo sale marino.



Uva passa scura senza conservanti e senza anidride solforosa. Per il cozonac e la cutia, o da mangiare così.

Fettine di pane tostate a forma di anello, aromatizzate alla pizza. Da sgranocchiare o da sbriciolare nella zuppa.

I sucharyky ucraini: crostini di pane misto con l'aroma della carne in gelatina e del cren. Sapore deciso.

Crostini scuri di sola segale, con il gusto di holodets e rafano. Il classico da tavola.

Crostini scuri di segale con l'aroma affumicato del bacon.

Sucharyky al gusto di smetana e cipollotto. Il più delicato della gamma Flint.

Crostini di frumento e segale con l'aroma di formaggio stagionato e aneto.

Anelli di pane tostato all'aroma di smetana e cipollotto, il gusto più venduto della gamma.

Gli stessi anelli tostati, con l'aglio in evidenza. Ottimi sbriciolati sull'insalata.

La variante mediterranea: pomodoro, oliva e origano sul pane tostato.

Bastoncini di pane tostato all'aroma di formaggio. Da sgranocchiare o da sbriciolare nella zuppa.

Il gusto krabovyj, fra i più venduti dell'Est: pane tostato con l'aroma di surimi.

Rondelle di pane condite e cotte al forno, non fritte. Il taglio spesso resta croccante anche sotto ai sughi.

Pomodoro, cipolla rossa e peperone grigliati sul pane tostato. Le più delicate della gamma.

Rondelle di pane con smetana e cipollotto, il gusto più venduto della gamma. Cotte al forno, non fritte.

La versione sottile della gamma: rondelle più leggere, con erborinato, stagionato e mozzarella.

Sucharyky di frumento e segale con l'aroma delle kabanosy affumicate. Cotti al forno, non fritti.

I cubetti di pane di segale con l'aroma di pollo arrosto. Il marchio con la corona è il più conosciuto della categoria.

Cubetti di pane di segale con prosciutto cotto e formaggio: il gusto più delicato della gamma.

Il gusto krasnaya ikra: cubetti di segale con l'aroma di caviale rosso. Uno dei più tipici della categoria.

Bastoncini di pane tostato con aroma di pancetta affumicata. Il formato lungo, da sgranocchiare con la birra.

Bastoncini di pane tostato con l'aroma di surimi: il gusto krab, fra i più venduti della categoria.

Gli stessi bastoncini, con l'aroma di salmone affumicato.

Fette di pane essiccate con olio di senape: dolci e croccanti insieme. Il sucharyk da tè di sempre.

Sfoglie di pasta sottilissime cotte al forno, non fritte. Si mangiano da sole o con formaggi spalmabili, paté e salse.





Le stesse sfoglie al forno, ma ricoperte di cioccolato al latte: la versione dolce del Toortitzi.

Cracker salati con l'aroma di smetana e cipolla. Da soli o sotto un cucchiaio di paté.


Le gallette sottili da mettere sotto il formaggio o il paté, al posto del pane.

Il pacchetto verde della linea: alla base di riso e grano saraceno si aggiunge la lenticchia verde, che le rende più saporite e più sazianti.

Il pacchetto giallo, il più neutro dei tre: solo mais. Regge bene il paté e i formaggi spalmabili.

Cracker salati al formaggio nel formato snack. I quattro formaggi sono dichiarati sulla busta.

I grissini rumeni sottili e friabili, con il sale in superficie. Si spezzano nel piatto o si sgranocchiano così.

Gli stessi grissini, con i semi di papavero nell'impasto: più aromatici e appena amarognoli.

Bastoncini salati lunghi e sottili, croccanti fino alla fine. Il classico da tavola con la birra o i formaggi.

Trecce di sfoglia salata con sale marino e una velatura di miele: dolce e salato nello stesso morso.


Tubetti di mais soffiato rivestiti di sesamo tostato: croccanti, salati, e con quel fondo tostato che il sesamo lascia.

Le stesse trecce di sfoglia dei Soocitzi al miele, qui nella versione salata al pomodoro con il cumino.

Trecce di sfoglia con olive e rosmarino, cotte al forno e non fritte come tutti i Soocitzi.

Patatine rigate cotte al forno invece che fritte: metà dei grassi e la stessa croccantezza. Solo sale.

Il gusto ciuperci: funghi finferli. Uno dei sapori più amati in Romania, che nelle patatine italiane non si trova.

La paprica dolce sulle patatine classiche, nel sacchetto grande da dividere in tavola.

Chips di banana verde fritte e salate: croccanti e per niente dolci, si sgranocchiano come le patatine.

La patata a fiammifero brasiliana, sottilissima e già fritta. Si spolvera sul riso, sullo strogonoff e dentro i panini.

Il taglio Max: patatine spesse e molto ondulate, con smetana e cipollotto. Reggono bene le salse.

Patatine piatte e ondulate a base di purè di patate, al formaggio, nella scatolina da 50 g. Prodotte a Dnipro, in Ucraina.

Il taglio Max, spesso e ondulato, con l'aroma del «formaggio reale» e una nota di cipolla rossa. Regge bene le salse.

Le Lay's classiche nella versione ucraina alla paprica dolce, sottili e croccanti.

Patatine sottili con l'aroma di bacon affumicato, da sgranocchiare con una birra.

Le classiche: solo patate, olio e sale, come dice il sacchetto. Il gusto di base, senza aromi.

Un gusto tipico dell'Est: funghi porcini con la smetana, la panna acida. Delicato e profumato.

Patatine sottili al formaggio, il gusto che mette tutti d'accordo. Il formato da 120 g per la tavola.

Il cipollotto fresco sulle patatine sottili: il gusto verde delle Lay's ucraine.

Sfoglie di mais soffiato con aroma di peperone dolce. Leggerissime, si sciolgono in bocca.

Le stesse sfoglie soffiate, con l'aroma di pollo arrosto. Il gusto che nell'Est sta su ogni tavola delle feste.

Patatine ondulate con formaggio e cipollotto sulla brace. Il taglio spesso tiene la croccantezza fino in fondo.

Sfoglie di mais soffiato con pomodoro, origano e formaggio. Leggerissime, si sciolgono in bocca.

Patatine lisce al formaggio stagionato, nel formato grande da dividere in tavola.

Patatine lisce con l'aroma di granchio, un gusto che sugli scaffali italiani non si trova.

Smetana e prezzemolo sulle patatine lisce: il gusto più classico della gamma.


Patatine ucraine fritte al 100% in olio di girasole.



Non sono patatine pronte: si buttano in olio caldo e si gonfiano in pochi secondi.

I covrigi di Buzău, le ciambelline salate che in Romania si vendono a ogni angolo. Da inzuppare nel caffè o nel tè.

Versione classica, senza sale in superficie. Ricetta di magro, adatta ai periodi di digiuno ortodosso.

Anelli di mais soffiato con pomodoro e origano, cotti al forno e non fritti. Senza coloranti né conservanti.

Il mais crudo da far scoppiare in padella o al microonde. Senza sale e senza aromi: si condisce a piacere.

Covrigi spezzati e conditi allo tzatziki: cetriolo, yogurt e aneto. La forma irregolare è voluta.

Mais da scoppiare nel microonde, già salato. Senza olio di palma e senza glutine.

I pretzel piccoli e salati, quelli che si svuotano senza accorgersene. La busta da 300 g, e per chi ne vuole di più il sacco da 750 g.

Mini pretzel mescolati a cracker quadrati con sesamo e papavero: il misto da aperitivo, già pronto.

Calamaro essiccato e sfilacciato, salato. Lo snack da birra per eccellenza dell'Est: si mangia un filo alla volta.

Lo stesso calamaro, tagliato a strisce larghe invece che sfilacciato: più carnoso da masticare.

Anelli di calamaro essiccati, rifiniti con aroma d'affumicato.

Strisce di calamaro gigante essiccate, con un tocco di zucchero che smorza il sale.

La versione arrostita: più scura, più asciutta e più saporita di quella essiccata.

Merluzzo del Pacifico a strisce, essiccato e affumicato. Sapore deciso, da accompagnare alla birra.

Pesce piccolo essiccato e salato, da mangiare intero con le mani. Lo spuntino da bancone di tutta la regione.

Melù essiccato a listarelle sottili, salato e appena dolce. Si sfilaccia da solo fra le dita.

I soffiati di mais al formaggio stagionato, cotti al forno e non fritti.

Cuscinetti di mais soffiato con il ripieno di crema di arachidi, cotti al forno. Dolci e salati insieme.

I kukuruznye palochki: mais soffiato leggerissimo e zuccherato. Il tubo lungo si svuota in fretta.

Soffiati di mais con il giocattolo grande dentro. Due versioni, una per lui e una per lei.

I palychky nella scatola di cartone con i due conigli. Mais soffiato e basta, senza aromi aggiunti.

Gli stessi soffiati, con la nota dolce di latte. La busta grande da condividere.

Soffiati dolci al gusto latte nella busta con la bambina e il cucciolo. Il formato da merenda.

Palochki dolci con il regalino dentro: la busta azzurra e quella rosa, da scegliere secondo chi li riceve.

Soffiati di mais con la sorpresa dentro, nel formato piccolo da merendina.

I soffiati di mais semplici, senza sale e senza zucchero: quelli che si danno anche ai più piccoli.

Soffiati dolci al gusto latte nella busta di Masha e Orso, con il manico per portarla via.

Chicchi di grano soffiato glassati con sciroppo di zucchero: la merenda dolce con cui crescono i bambini in Romania.

Il cioccolato rumeno storico, con arachidi intere dentro. Dolce, con la nota tostata.

La versione classica al latte: la tavoletta con cui in Romania sono cresciuti tutti.

Il fondente rumeno storico, amaro al punto giusto. Poco zucchero, molto cacao.

La tavoletta rossa che in Romania sta in ogni borsa della spesa da generazioni.

Latte e nocciole intere. La variante più venduta della gamma.

Cioccolato al latte con il cuore morbido alla fragola.

Il barrettone al rum nella carta tricolore, il dolce più identitario della Romania. Questa è la versione doppia.

Il formato normale del barrettone tricolore: cioccolato al latte con il ripieno alla crema di rum.

La tavoletta viola con lo strato bianco di crema allo yogurt: acidula sotto il latte alpino.

Biscotto di grano dentro, cioccolato al latte al gusto caramello fuori. Si mangiano come le nocciole.

Le caramelle mou della "mucchina": pasta di latte cotto, morbida, che si scioglie appena si morde.

Caramelle moldave dallo storico stabilimento di Chișinău, incartate una a una.

La nocciola intera dentro una coppetta di caramello, con nougat e cioccolato sopra.

Le caramelle nell'incarto dorato della storica fabbrica di Chișinău, glassate al cioccolato.

Si taglia a fette. Con il formaggio fresco è il dolce più classico del Brasile.


Toffee tenace ricoperto di cioccolato Poiana: dura quanto basta per non finirla subito.


La sorella chiara della Azorika al cioccolato: stessa spirale di crema montata, ma con il ripieno al latte.

Triangolini di wafer riempiti di crema al latte e chiusi nel cioccolato.



Le caramelle nell'incarto blu notte con la città illuminata: una delle più vecchie della fabbrica di Chișinău.

Cappuccetto Rosso sulla carta verde: le caramelle glassate che in Moldavia si comprano per i bambini.

Caramelle dure a eucalipto e mentolo, da tenere in tasca quando fa freddo.

Confetti di cioccolato al latte nel sacchetto sagomato a panda. Finito il contenuto, la busta resta come giocattolo.

Nocciola intera dentro il guscio di zucchero e cioccolato.


Lo zefir: purea di mela e albume montati, poi lasciati asciugare. Sembra un marshmallow ma è più leggero e sa di frutta.

Lo stesso zefir dell'alb clasic, ma con il gusto del gelato plombir.

Purea di frutta e albume montati e lasciati asciugare. Il mirtillo rosso dà l'acidità che taglia il dolce.

Tre colori e tre gusti allo yogurt nella stessa busta.

Zefir con i pezzi di lampone dentro: si vedono nel taglio.

Zefir di purea di mela con pezzi di pera liofilizzata, senza coloranti aggiunti.

Lo zefir bianco chiuso in una glassa scura al cacao: fuori si spezza, dentro resta spumoso.

Zefir bianco con i pezzi di albicocca nell'impasto, della linea World of Culinary.


Purea di mela e pectina montate, con i pezzi di fragola dentro.

Zefir bianco farcito: aprendolo si trova la gelatina di lampone in mezzo.



La versione senza ripieno, metà bianchi e metà rosa: i più semplici della linea.

Le gelatine passate nello zucchero, con un quarto di succo vero. Il sacchetto con la legatura dorata.


Gli spicchi di marmelada passati nello zucchero, disposti a girandola: quelli di sempre, sul piattino col tè.

Barrette di gelatina di amarena chiuse nel cioccolato fondente. Il classico polacco dal 1912.

Gelatine di frutta in una scatola a forma di panda: finito il contenuto, la latta resta come portagioie.

Arachidi e zucchero di canna cotti insieme, il torrone delle feste di giugno.

Croccante di zucchero e noci ricoperto di cioccolato: si spezza sotto i denti, non si scioglie.

La halva «ariosa»: semi di girasole macinati al 60% e montati, più leggera del blocco compatto. Aromatizzata alla vaniglia.

Il blocco marmorizzato, a strati alterni di pasta di girasole e cacao. Si taglia a fette con la lama bagnata, così non si sbriciola.

Le praline nell'incarto rosso a stelle, quelle che a Chișinău compaiono su ogni tavola delle feste.

La scatola che si porta quando si va a trovare qualcuno: praline assortite, ripieni diversi in ogni fila.



Amarene intere messe sotto spirito e ricoperte di glassa al cioccolato: si sciolgono in bocca liberando il liquore.

Prugne secche intere, ricoperte di cioccolato e glassa al cacao: morbide dentro, amare quanto basta.

Il «latte di uccello»: soufflé leggerissimo chiuso nel cioccolato fondente. Si taglia col cucchiaino.

La scatola rossa con le rose della casa di Riga, che fa cioccolato dal 1870.

Ciliegie al liquore ricoperte di cioccolato fondente, incartate una a una nella stagnola rossa: la scatola regalo classica della Roshen. Contiene alcol.

La stessa Cherry Queen nella confezione a forma di cuore, con le praline incartate nella stagnola rossa: il regalo di San Valentino e delle feste. Contiene alcol.

Cuscinetti di cereale soffiato con il cuore morbido alla crema di cacao. La merenda con la tigre sul pacco.

Gli stessi cuscinetti, con la crema alla vaniglia: più delicati di quelli al cacao.

Il ripieno alla nocciola, il gusto più richiesto della gamma.

Cuscinetti croccanti con la crema alla fragola dentro. Buoni anche nel latte, come cereali della colazione.

Cuscinetti di cereali col ripieno cremoso al latte cotto. Nel latte a colazione o secchi, a manciate.


Il biscotto di cacao che si spezza e cola: dentro c'è la crema al cacao, in questa versione più intensa.

Wafer a strati con la crema ai frutti di bosco e quella alla panna.


Il wafer grande da spezzare in famiglia: cinque strati sottili e la crema al cacao in mezzo.




La versione a sandwich, con la cialda più spessa e croccante e la crema rosa in mezzo.

L'Artek di sempre, dalla fabbrica di Leopoli: la ricetta che in Ucraina si trova in ogni dispensa.







Non è il wafer in barra: è la torta a strati, tagliata a fette e chiusa nel cioccolato.


L'Artek nella scatola di cartone da 130 g, quella con il bambino e lo zaino: wafer a strati sottili con la crema in mezzo.

Cannoli di cialda ripieni di crema alla banana. Senza conservanti né grassi idrogenati.

Cannoli di cialda al cacao con la crema al cioccolato dentro, della stessa famiglia dei Banana Rolls.

Cannoncini di cialda sottile con la crema alla nocciola dentro, da mangiare in due morsi.



Cannoli grandi con due ripieni: la spuma di zefir e il latte condensato caramellato.

I due biscotti con la crema al cacao in mezzo: la merenda rumena per definizione.

Il pane dolce delle feste, a lievitazione lenta con lievito madre e doppia farcitura.

La versione al limone: crema chiara e acidula fra i due biscotti.

Crema al latte e vaniglia, la più dolce delle tre. La preferita dai bambini.

L'orsetto di pan di Spagna con il cuore alla fragola, la merenda dello zaino di scuola.

Stessa merenda, ripieno alla crema di cacao. Senza coloranti né conservanti.

Il cozonac con la spirale di cacao e i cubetti di rahat, il lokum rumeno. Lievitazione lenta con maia, senza conservanti.

La versione più tradizionale del cozonac: crema di noci e uvetta. Lievitazione lenta con maia, senza conservanti.

Il cacao solubile della colazione brasiliana, da generazioni.

I sequilhos brasiliani: biscottini di amido di mais che si sciolgono in bocca. Senza glutine e senza lattosio.

Gli stessi biscottini di amido di mais, con il cocco. Si sbriciolano appena si mordono.

Il croissant confezionato più diffuso dell'Est: pasta soffice e cuore di crema al cacao, pronto da mettere in borsa.

La versione a due creme: cacao e vaniglia insieme dentro lo stesso croissant.

Fettine di pane dolce essiccate: si inzuppano nel tè o nel latte, come si fa da sempre in Moldavia.

Gusci di pasta choux già cotti e vuoti: si riempiono di crema o panna e il dolce si finisce in casa.

I biscotti di avena morbidi della fabbrica di Chișinău: grandi, spessi, da inzuppare nel tè.

Quadrotti di frolla polacca con il ripieno al mirtillo, cotti a Mogielnica dal 1989.

Il pirog di casa, già pronto: pasta soffice attraversata dalla vena di amarena. Si affetta e si serve col tè.

I biscottini a fungo col cappello glassato: quelli che i bambini mangiano partendo dal cappello.


Il petit beurre di sempre, con un lato passato nel cioccolato.

Il pirog di carote già pronto, con le gocce di cioccolato nell'impasto. Si affetta e si serve.

Il frollino col cuore di gelatina rossa in mezzo, quello che i bambini svuotano per primo.

Biscotti ai cereali con il fondo passato nel cioccolato. La glassa sta sotto: si vede solo girandoli.

Girandole di frolla a due colori con la crema di cacao dentro. Piccoli, si mangiano in un boccone.

Biscotti secchi di pasta ricca nella carta dorata col mazzo di rose: la scatola che si porta in visita.

I biscotti con la mucca in ghirlanda, quelli dei bambini: si inzuppano nel latte e non si sbriciolano.




Quelli che la ricetta chiama «per il caffè»: asciutti, poco dolci, fatti per essere inzuppati.

La Maria di sempre, con lo yogurt nell'impasto: si inzuppa e non si sfalda.

I sușki: piccoli anelli di pane essiccato, duri e croccanti. Si inzuppano nel tè o si sgranocchiano così. Questa è la versione salata.




Gli anelli essiccati da inzuppare nel tè, nella versione semplice.

Gli stessi anelli, passati nello zucchero: il «fiocco di neve» che li lascia bianchi.

Gli stessi anelli essiccati, profumati alla vaniglia.

La versione in formato ridotto, pensata per i bambini: si mangiano in un boccone.

Anelli grandi e ben dorati, più spessi dei sushki piccoli: reggono bene l'inzuppo.


Le mezze noci di frolla chiuse sul latte condensato caramellato. Fatte a mano, una per una.

Cornetti di frolla arrotolati a mano e passati nello zucchero a velo, come in casa.

Il misto di pasticcini secchi romeni: spritz al cacao, fiori di frolla con la gelatina, ciambelline al burro.

La scatola con Charkiv al tramonto, quella che si porta in dono. Dentro, un assortimento di biscotti di pasta ricca.

Le mezze noci di pasta frolla chiuse sul latte condensato caramellato, già pronte nella vaschetta.

Un misto polacco: frolla con semi di girasole e zucca, ciambelline al burro, fiori con la gelatina.

Due dischi di pan di Spagna con marshmallow in mezzo, tutto ricoperto di cioccolato: la merenda che si trova in ogni casa dall'Ucraina alla Corea.






Senza copertura di cioccolato: pan di Spagna morbido con crema e confettura di fragola e lampone.


Soufflé al cioccolato su base di biscotto, ricoperto di cioccolato: si taglia a fette come una torta.


Il pryanik è il dolce del tè: pasta morbida di miele e spezie sotto una glassa di zucchero. Si inzuppa e basta.








La turtă dulce di Sibiu: senza uova, latte né grassi animali, si mangia anche durante il digiuno.


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