
Paté di maiale
Il paté rumeno da spalmare, con il gusto pieno del fegato di maiale. Apri e servi.
Paté, sprattini e sgombro in scatola, fagioli con carne, ciorbe pronte, cetriolini, gogoșari e pomodori marinati. Lo scaffale delle conserve dell'Est Europa.

















































Il paté rumeno da spalmare, con il gusto pieno del fegato di maiale. Apri e servi.

La versione senza carne, di legumi e verdure. Da spalmare sul pane come antipasto.

Paté di maiale senza nitriti, glutammato né coloranti. Lista ingredienti corta.

La versione di pollo, più delicata di quella di maiale. Da spalmare sul pane.

Paté vegetale con peperone dolce. Da spalmare sul pane, o come base per un antipasto veloce.

Il paté di pollo della linea Fainoșag, senza glutammato e senza coloranti.

La versione senza carne della linea Fainoșag: legumi e verdure, senza glutammato, coloranti né conservanti. Da spalmare sul pane.

Lo stesso paté di maiale della linea Fainoșag, con il peperoncino. Senza nitriti, glutammato né coloranti.

Il paté di pollo nella vaschetta col coperchio dorato: morbido, da spalmare sul pane nero con cipollotto e pomodoro.

Il paté polacco più venduto, nella versione al pomodoro: più dolce e fresco. Senza conservanti.

Paté di pollo e maiale con peperone: la versione colorata e leggermente dolce della vaschetta verde.

Il paté «della casa» di Profi, la ricetta classica: fegato, carne e semolino, senza conservanti.

Con il 10% di champignon: la versione più profumata della vaschetta verde. Sul pane tostato, con un cetriolino.

Il paté di tacchino nella vaschetta di alluminio: il più delicato della linea. Si apre e si spalma, senza altro.

Il classico della colazione salata dell'Est: paté di pollo sul pane nero, con cetriolino e cipollotto.

Paté d'oca, il più saporito dei quattro: grasso e deciso, per il pane di segale.

La versione all'anatra della vaschetta gialla: dolce e morbida, buona anche fredda di frigo.

La vaschetta azzurra con l'anatra: paté d'anatra e pollo, prodotto in Polonia. Da spalmare sul pane, con la cipolla cruda.

La vaschetta piccola di Profi con l'aneto: il profumo che in cucina dell'Est va su tutto, dal pane alle patate.

Il paté vegetale Bucegi nella versione con le olive verdi: più saporito del classico, da spalmare sul pane con un filo d'olio.

Pasta vegetale spalmabile con olive verdi, senza carne: sulla fetta di pane tostato, come antipasto veloce.

La wątrobianka polacca nel vasetto di vetro con la stampa a fiori: fegato di maiale al 19% lavorato in paté, da spalmare sul pane di segale con cipolla e cetriolino.

Il paté di maiale Marcel di Răchiteni nella scatola grande da 300 g: cremoso, da spalmare sul pane alla colazione.

Carne di maiale cotta nel suo grasso, da affettare fredda sul pane o da rosolare in padella con la cipolla.

La stessa conserva nella versione di manzo: carne a pezzi nel suo fondo, pronta da servire fredda o scaldata con la polenta.

Carne di manzo in scatola, compatta da affettare: si serve fredda con senape e cetriolini o si rosola in padella.

Il pollo stufato nel suo brodo, pronto da scaldare: si mangia con la kasha, la purea o il pane nero. La carne si sfalda da sola.

La tušёnka di maiale della Moya Semya: carne a pezzi nella sua gelatina, la scorta di casa dell'Est. Con le patate saltate o nel borsch.

Carne di maiale a pezzi con lardo, stufata nel suo sugo. Prodotta in Francia con carne UE. Da scaldare con la grechka o la purea.

Il manzo stufato «da scorta»: 70% di carne, cipolla e spezie. Si scalda e si mangia con la kasha, o si scioglie nella zuppa.

Il pollo stufato della Marke №1, prodotto in Polonia: carne al 65% nella sua gelatina. Si scalda con la kasha o si sfalda nella zuppa.

La tušёnka di maiale a pezzi grandi: si apre la scatola, si scalda e la carne resta intera. Con le patate lesse o il grano saraceno.

La tušёnka di maiale della 7ja: carne di suino nel suo sugo, prodotta in Francia. Da scaldare con la purea o da spalmare sul pane nero.

Il manzo stufato della 7ja, prodotto in Francia con carne UE: 60% di carne nel suo sugo speziato. La scorta classica della dispensa.

La lattina bassa e larga con il 90% di carne di pollo: la più «piena» dello scaffale. Si scalda in padella e diventa il secondo di casa.

I filetti di aringa Matias di Santa Bremor: salatura leggera, sott'olio, senza glutammato. Si servono con le patate lesse, la cipolla e un filo d'olio.

La vaschetta di filetti di aringa «tradizionale», poco salati e sott'olio: l'antipasto di casa, con cipolla rossa e pane nero.

Filetti di aringa in olio vegetale aromatizzati all'aneto, nel secchiello rotondo. Pronti da servire.

La salată de icre romena: uova di aringa e di merluzzo montate con olio e cipolla, da spalmare sul pane tostato. Un classico degli antipasti in Romania.

Uova di aringa montate in salsa con pezzetti di salmone affumicato: si spalma sul pane o sui crostini, come antipasto.

Uova di merluzzo al 94,5%, appena salate e montate con olio: la ikra di tutti i giorni, da spalmare sul pane tostato con un filo di limone.

La stessa base di uova di aringa in salsa, qui con pezzetti di gamberetto cotto. Da spalmare, o per farcire i vol-au-vent.

Il «caviale dello zar»: perle nere di alginato e brodo di pesce, l'imitazione classica del caviale. Sui blini con la panna acida, o sulle tartine delle feste.

La versione rossa, che imita le uova di salmone: stesse perle di alginato e brodo di pesce. Il modo economico di apparecchiare il tavolo delle feste.

Paté di tonno da spalmare, nella vaschetta piccola. Sul pane tostato con un filo di limone.

Il paprykarz polacco nella versione al salmone: pesce, riso e paprica, da spalmare. Si mangia freddo, direttamente dalla vaschetta.

La saira (costardella) nel suo stesso succo con olio di colza, invasettata a mano: carne soda e saporita, per l'insalata o sul pane.

I filetti di sgombro sott'olio della conserviera polacca di Ustka, dal 1954: pronti per l'insalata, il panino o le patate lesse.

Sardine intere sott'olio, pronte da servire: sul pane tostato, o con il purè e un filo di limone.

Sgombro atlantico al naturale nel suo brodo, con una punta di olio di colza: il pesce sodo delle insalate e dei panini.

Le sardine sott'olio nella scatoletta easy-open: sul pane tostato, nell'insalata o con le patate lesse.

Sgombro in salsa di pomodoro, pronto da aprire: il pranzo veloce che nell'Est si mangia direttamente dalla scatoletta, con pane nero.

La versione sott'olio dello sgombro: carne soda e saporita, per l'insalata o il panino.

Polpettine di salmone fritte nella salsa di pomodoro: si scaldano in padella con il purè, o si mangiano fredde sul pane.

Salmone atlantico al 70% sott'olio di colza: si sbriciola nell'insalata o si serve a tranci con il limone.

La sałatka polacca in scatoletta: sgombro sminuzzato con carota, cetriolo e cipolla in salsa piccante, pronta da spalmare sul pane o da mettere nel panino.

Il formato grande dello sgombro Giana: filetti interi nella salsa di pomodoro, nella scatoletta ovale con l'anello. Pranzo pronto con pane nero e cipolla.

Filetto di salmone atlantico con la pelle, in salamoia: la versione più leggera, per l'insalata, le uova ripiene o il panino.

Lo stesso filetto di salmone in olio di colza, con l'aroma di limone: pronto da servire sul pane con l'aneto o sbriciolato nella pasta fredda.

Filetto di salmone atlantico con la pelle, sott'olio di colza: morbido e saporito, si serve a pezzi nell'insalata o si schiaccia sul pane tostato.

Tonno con fagioli rossi, mais e peperone in salsa: pronta da mangiare nella vaschetta, senza conservanti aggiunti.

Filetto di salmone nella salsa di chili dolce di ispirazione messicana, ricco di Omega-3: si mangia sul pane o con il riso.

Šproty: i piccoli sprat affumicati sott'olio. Sul pane nero, con un filo di limone e un uovo sodo.

I filetti di aringa nella salsa di senape dolce-piccante: si mangiano freddi, con le patate lesse o sul pane di segale.

Aringa in salsa di pomodoro con peperoncino: la scatoletta che nell'Est si apre a pranzo, con pane nero e cipolla.

La versione alla paprica, più dolce e rotonda della piccante. Pronta da servire, fredda o tiepida.

Spratti del Baltico sott'olio con carota e pisello: la conserva «karo», da mangiare con la forchetta direttamente dalla scatoletta.

Gli šproty lettoni: spratti affumicati al 70% in olio di colza, la scatoletta delle feste. Sul pane nero con uovo sodo e un filo di limone.

Tranci di aringa atlantica in olio di colza, nella lattina rotonda: si aprono e si servono con le patate lesse, la cipolla e l'aneto.

Gli šproty affumicati nella salsa di pomodoro, nel vasetto di vetro che si richiude: si vede il pesce prima di comprarlo.

Il vasetto grande di šproty affumicati sott'olio: sul pane nero con uovo sodo e cipolla, o nell'insalata delle feste.

La salaka, la piccola aringa del Baltico, affumicata e messa sott'olio in Lettonia. Più grande e carnosa degli šproty, sullo stesso pane nero.

La kilka in umido di pomodoro, il classico da dispensa: si scalda con le patate o si spalma sul pane nero ancora fredda.

Gli šproty della conserviera lettone del 1949, nel calibro grande: pesci interi affumicati sott'olio, per il pane nero delle feste.

Il fegato di merluzzo islandese lavorato in paté: si spalma sul pane nero, con uovo sodo e cipolla. Molto grasso e molto saporito.

I pezzi interi di fegato di merluzzo nel proprio olio: si servono sul pane o nell'insalata, schiacciati con la forchetta.

Il formato grande del fegato di merluzzo al naturale, nel proprio succo e olio: si serve a fette sul pane nero con uovo sodo e cipolla, o si schiaccia nell'insalata.

Fegato di merluzzo nel proprio succo e olio, nella scatoletta piccola da una porzione: l'antipasto classico dell'Est, sul pane con l'uovo e la cipolla rossa.

Solo fegato di merluzzo e sale, senza olio aggiunto: la versione più pulita, per chi lo vuole sentire com'è. Scatoletta easy-open.

Fegato di merluzzo islandese nella scatoletta con la nave vichinga: gusto pieno, consistenza cremosa. Da spalmare sul pane o da sbriciolare nell'insalata.

Il fegato di merluzzo Боцман nel proprio succo, con un tocco di aroma di fumo: più deciso del classico, per il pane nero e la vodka fredda.

Uova di merluzzo (37%) e fegato (26%) lavorati in paté, con una punta di pomodoro e aroma di fumo. Si spalma direttamente sul pane.

Il paprykarz di Stettino, classico polacco: pesce, riso e concentrato di pomodoro con paprica, da spalmare. Formato grande da condividere.

Il paté di tonno della conserviera polacca di Ustka, dal 1954, nella scatoletta piccola da colazione: si spalma sul pane o sui cracker.

Il paté di salmone Mandy nella vaschetta piccola: cremoso, da spalmare sul pane tostato o sui cracker per la colazione.

La morskaya kapusta: alghe laminaria tagliate a striscioline e marinate, la base dell'insalata di alghe dell'Est. Si serve fredda, da sola o con uovo e cipolla.

La stessa laminaria nella versione «balance»: più delicata, con spezie e chiodi di garofano. Nella vaschetta apri-e-servi.

Fagioli neri già cotti, in scatola: per la feijoada veloce, per il riso e fagioli, per le zuppe. Solo da scaldare.

Fagioli rossi già cotti, in scatola. Per chili, insalate e stufati, senza ammollo e senza attesa.

I cuori di palma brasiliani in salamoia, teneri e bianchi. A rondelle nelle insalate, o come ripieno di empadão e pastel.

La feijoada già pronta: fagioli neri, carne e salsiccia. Tre minuti in pentola o al microonde. Con riso, farofa e arancia.

Ceci già cotti, pronti da scolare: per hummus, insalate o una zuppa veloce.

I baked beans all'inglese: fagioli bianchi in salsa di pomodoro dolce, pronti da scaldare per una colazione salata o un contorno rapido.

Piselli teneri già cotti in salamoia: per contorni, insalate di riso o minestroni last-minute.

Chicchi di mais superdolce già cotti: da scolare per insalate, contorni o la torta salata.

Piselli verdi teneri in salamoia, della linea Tëšča di Lackmann. Per l'olivier, il contorno di sempre o un risotto veloce.

Piselli giovani e teneri, coltivati in Ucraina, in scatola. Nell'insalata olivier, con le patate o come contorno.

Mais dolce in chicchi interi, in scatola: nell'insalata di granchio, con il riso, nella zuppa. Nizhyn, dal 1927.

Chicchi di mais dolce confezionati sottovuoto, senza liquido: pronti da versare in insalate, sulla pizza o nella padella.

Fagiolini verdi tagliati a pezzetti, già cotti in salamoia: si scolano e si scaldano, pronti per un contorno o una zuppă.

Fagiolini verdi interi in salamoia, della stessa linea Giana dei fagioli bianchi in salsa di pomodoro.

Fagiolini verdi in salamoia della fabbrica di Tecuci, dal 1953: si scolano e si saltano in padella o si aggiungono alla zuppă.

Fagiolini gialli rotondi, tagliati a pezzetti, della fabbrica Arovit di Cluj-Napoca (dal 1942): si scolano e si scaldano.

La versione gialla dei fagiolini Olympia, stessa fabbrica di Tecuci dal 1953: più dolci dei fagiolini verdi.

Fagiolini gialli tagliati a pezzetti, della stessa linea Raureni dei fagiolini verdi tăiați.

Fagiolini verdi fini «prodotto premium» della stessa linea Naturavit del mais dolce: più sottili e teneri dei fagiolini normali.

Fagioli bianchi già cotti (60%) con peperone rosso, porro e funghi di bosco: si scalda e va in tavola come contorno o base per una fasole bătută veloce.

Fagioli bianchi a chicco piccolo, già cotti in salamoia: pronti per ciorbă de fasole, iahnie o insalata. Il vasetto di vetro con tappo rosso di Tecuci.

Piselli interi sterilizzati in acqua e sale, dalla fabbrica di Râureni: la base per insalata di boeuf, mâncare de mazăre o un contorno veloce.

Pomodori interi pelati nel proprio succo: la base per sughi, zuppe e stufati, senza aggiunte.

Il bulion romeno della fabbrica Tecuci, dal 1953: passata densa al 18% di sostanza secca. La base di ciorbe, sarmale e sughi.

Bulion di Râureni, solo concentrato di pomodoro, acqua e sale: la base rossa della cucina romena, dalle ciorbe alla tocăniță.

Doppio concentrato al 30%, da pomodori polacchi e senza sale aggiunto. Un cucchiaio dà colore e profondità a zuppe, sughi e gulasch.

Passata liscia nel brik da mezzo chilo: si apre, si versa e diventa sugo. Pratica da tenere in dispensa.

Concentrato romeno al 24%, nella latta piccola: un cucchiaio basta per la ciorbă, il sugo delle sarmale o lo stufato.

Pomodori interi con la buccia nel loro succo, prima scelta: si schiacciano nella pentola e diventano sugo o base di ciorbă.

Bulion al 18% nella bottiglia da un litro: la base della cucina romena, per ciorbă, sarmale, tocănițe e sughi.

La kabačkovaja ikra: zucchine, carote e cipolla stufate con pomodoro. Si spalma sul pane nero, un classico della cucina ucraina.

La ljutenica alla macedone: peperoni arrostiti, pomodoro e peperoncino in crema densa. Sul pane, con il formaggio bianco, con la carne alla brace.

La baklažannaja ikra: melanzane, carote, cipolla e pomodoro stufati fino a diventare crema. Il vasetto grande, per spalmare senza contare.

Crema di melanzane (68%) con carote e cipolla, della linea «Dary polej» di Balkanika. Sul pane, fredda.

Zucchine, carote e pomodoro stufati: la kabačkovaja ikra di Lackmann, nel vasetto con il decoro a fiori. Sul pane nero.

La crema di zucchine di Leis, il vasetto grande: dolce e vellutata, con cipolla e carota. Colazione o spuntino, sempre sul pane.

La ljutenica bulgara di Deroni: peperoni arrostiti, melanzane e pomodoro, senza conservanti. Sul pane con il sirene, il formaggio bianco.

La kabačkovaja ikra «tenera» di Emela: zucchine e carote con pomodoro, aglio e aneto. Sul pane, o come contorno.

L'ajvar albanese di peperoni Capia e melanzane, cotto piano come una volta: dolce, denso, da spalmare sul pane o come contorno per la carne alla griglia.

La kabačkova ikra di Verес, senza farina aggiunta: zucchine, carote e pomodoro stufati fino a diventare crema. Da spalmare.

Peperoni arrostiti, melanzane e pomodoro in crema densa: la ljutenica nella versione armena di Artfood, dal 1961. Sul pane, con il formaggio bianco.

Melanzane arrostite sulla fiamma e già pelate, solo con sale: la base pronta per la salată de vinete — si scola, si trita e si monta con olio e cipolla.

La salată de vinete con il 25% di peperone rosso arrostito: si spalma sul pane, con cipolla e pomodoro. Senza coloranti né esaltatori.

La salată de vinete classica: melanzane arrostite (80%), cipolla e olio di girasole, senza altro. Sul pane, con cipolla cruda e pomodoro.

La versione della prima fabbrica di conserve romena (1901): melanzane arrostite, cipolla, aroma di fumo e pepe bianco. Più affumicata delle altre.

Non è la salată già pronta: sono le melanzane arrostite e tritate, da condire in casa con olio, cipolla e sale. Il vasetto che salta il passaggio della griglia.

La zacuscă classica: melanzane arrostite, peperoni, cipolla e pomodoro, cotte a lungo nell'olio. Si spalma sul pane, fredda.

La versione rustica, con le verdure tagliate più grosse e molta cipolla. Più rustica e meno dolce di quella di melanzane.

La stessa base di verdure arrostite con peperoncino: la zacuscă per chi la vuole decisa. Sul pane o accanto alla carne.

I funghi al posto delle melanzane, con peperoni e cipolla: la variante più delicata e la preferita nei giorni di digiuno.

Melanzane (49%), carote, cipolla e peperoni con pasta di peperoncino: la zacuscă piccante della fabbrica di Tecuci.

La zacuscă della casa di Topoloveni, fatta con la ricetta del 1901: verdure arrostite e cotte lentamente, con il peperoncino.

Melanzane a pezzi in adjika, la salsa piccante di peperoni e aglio. Fredde con il pane, o scaldate accanto a carne e patate. Nizhyn, dal 1927.

Peperoni, fagiolini, carote e pomodorini in salsa agrodolce piccante. Un contorno pronto, freddo o tiepido.

Cubetti di melanzana fritti e conservati con aglio e aneto: si aprono e si mangiano, con pane e pomodoro o come contorno.

Pomodori verdi, cipolla, carote e peperone marinati: il «Dunajskij», contorno freddo dell'Est. Pronto, con carne e patate.

Riso con carote, cipolla, peperone e pomodoro in olio di girasole. Un piatto pronto da vasetto, tiepido o freddo.

Melanzane fritte (67%) e peperoni (26%) in olio, con aglio e peperoncino: lo «Zalivnoj» bulgaro. Antipasto pronto, sul pane.

Melanzane stufate con carote, cipolla e peperone, da verdure fresche coltivate in Ucraina. Un contorno pronto, freddo o tiepido, con il pane.

Melanzane a pezzi nell'adjika, la salsa piccante di pomodoro e peperoni: la «nuova ricetta» di Verес. Con carne alla griglia o sul pane nero.

Melanzane fritte (47%) con peperoni e pomodoro, alla bulgara: un ragù di verdure pronto, da scaldare o mangiare freddo con il pane.

Melanzane, peperoni e pomodori cotti sul mangal e tagliati a pezzi: il sapore affumicato del barbecue armeno, pronto nel vasetto.

Melanzane, peperoni e pomodori arrostiti interi sul mangal e conservati in vasetto: si scolano, si condiscono con aglio e olio ed è pronto.

L'imam bayildi: melanzane stufate con cipolla, pomodoro e aglio in olio. Si mangia freddo o tiepido, con il pane.

La morkovka po-korejski: carote a julienne marinate con aglio, coriandolo e olio. Nata fra i coreani dell'Asia centrale, è ormai il contorno di casa in tutto l'Est.

La stessa insalata di carote nella versione piccante, con peperoncino. Si riconosce dal coperchio rosso.

La versione ucraina della morkovka piccante, nella vaschetta col coperchio giallo.

La versione mild della morkovka: carote a julienne con aglio e coriandolo, senza peperoncino. Coperchio verde, cartello «не острая».

La stessa insalata nella versione piccante. Coperchio rosso, cartello «острая»: il nonnetto col barile è il marchio di casa Kuzina Kaduška.

Cimette di cavolfiore in aceto con coriandolo, pepe e alloro: croccanti e profumate, accanto alla carne arrosto o nel piatto di murături.

L'insalata «alla greca» come la fanno in Polonia: cetrioli (46%), peperone, carota e cipolla in agrodolce. Si scola e va in tavola così com'è.

Pomodori verdi (45%) a spicchi con peperone rosso, cipolla e carota in agrodolce: l'insalata dell'Est che si serve fredda, con pane e carne.

I boccioli di Staphylea colchica in salamoia, il contorno georgiano per eccellenza: si scolano, si condiscono con cipolla e olio e si servono con i lobio.

Barbabietola rossa tagliata a rondelle e marinata: pronta da scolare per un contorno freddo o l'insalata russa.

Barbabietola rossa a pezzi in marinata leggera: per l'insalata di barbabietola, la vinaigrette o come contorno freddo.

La barbabietola grattugiata (94%) nella marinata dolce-acidula: contorno pronto per la carne, o base per il barszcz.

La ćwikła polacca: barbabietola rossa grattugiata con rafano, pungente e dolce insieme. Il vasetto piccolo è quello che si mette nel cestino di Pasqua, accanto alle uova e al prosciutto.

Peperoni capia rossi arrostiti interi, della fabbrica di Tecuci: pelle leggermente bruciacchiata, dolci e morbidi. Si scolano e si condiscono con aglio e olio.

Peperoni capia arrostiti, già pelati e marinati in aceto: pronti da scolare, senza dover spellarli a mano.

I gogoșari, i peperoni tondi rumeni, tagliati a fette e marinati in aceto con senape: più dolci e carnosi del peperone comune.

I gogoșari interi della linea premium Gerula, ricetta tradizionale in agrodolce: più dolci e carnosi del solito, da tagliare a piacere.

Gogoșari a quarti marinati in aceto con senape e alloro: la versione già tagliata, pronta per l'antipasto.

Gogoșari a quarti in aceto della linea Naturavit: ricetta essenziale, solo gogoșari, aceto, acqua, sale e zucchero.

Gogoșari bianchi (peperoni a mela) interi in aceto di alcol, con un tocco piccante. Croccanti, da tagliare a strisce accanto a ciorbă, sarmale o carne.

Peperoncini verdi e rossi interi in aceto di alcol: si mangiano accanto alla fasole bătută, alla ciorbă e alla carne alla griglia, uno per volta.

Il vasetto piccolo della fabbrica di Râureni: peperoncini interi in aceto di zuccheri, prodotti in Romania. Da tenere in frigo dopo l'apertura.

Peperoncini verdi interi in aceto, della Atifco: si tengono in frigo dopo l'apertura e si mangiano uno alla volta con la ciorbă, la fasole bătută o la carne alla griglia.

Peperoncini interi in aceto di alcol, pastorizzati, dalla fabbrica di Tecuci: il vasetto piccolo che sta sul tavolo accanto alla ciorbă e alle sarmale.

Jalapeño verdi a rondelle in aceto: sulla pizza, nei nachos, nei panini e nelle insalate. Più morbidi e meno pungenti dei peperoncini rumeni interi.

Rondelle di jalapeño rossi e verdi in aceto, della casa che fa conserve dal 1942: per pizza, tacos, hamburger e panini.

Peperoni rossi dolci ripieni di un misto di formaggi freschi, sott'olio di girasole: l'antipasto greco pronto, con il pane, le olive e un bicchiere di vino.

Cavolo rosso tagliato fine e marinato: il contorno croccante e colorato per la carne alla griglia o i piatti di festa.

L'insalata «da pranzo»: cavolo bianco (36,5%), carote e cipolla in agrodolce leggero. Il contorno rapido accanto a carne, patate o pesce.

Cavolo bianco (78,4%) e carote fermentati poco salati: i crauti dell'Est, più dolci e croccanti di quelli tedeschi. Con l'olio di girasole e cipolla cruda.

Crauti (45%) con carote (12%) fermentati alla russa, solo cavolo, sale e salamoia di fermentazione. Con l'olio di girasole e cipolla, o nella zuppa di cavolo.

I crauti croccanti della collezione «mamma Galja» di Tëšča: cavolo e carota fermentati, taglio grosso. Per il bigos, la soljanka o come contorno crudo.

L'insalata «da pranzo» polacca: cavolo (29%), cetriolo, carota e cipolla in salamoia leggera all'aceto. Già pronta: si scola e si serve accanto alla carne.

Crauti polacchi classici, solo cavolo fermentato: la base del bigos e della kapuśniak, o il contorno acidulo del piatto di carne.

I crauti Tëšča nella busta del banco frigo: solo cavolo fermentato, senza aceto. Per il bigos, la kapuśniak o come contorno.

I crauti polacchi di PolSmak, fermentati e non pastorizzati: acidità viva, da frigo. La base del bigos e dei pierogi di cavolo.

La zuppa di trippa legata con panna acida e aglio. Della casa di Sibiu che la produce dal 1922.

Il borsch ucraino in vasetto: barbabietola, cavolo, patate e peperone già cotti. Si allunga con 500 ml d'acqua e in pochi minuti è in tavola.

Il rassolnik, la zuppa con cetrioli in salamoia e orzo perlato, già pronta nel vasetto: basta aggiungere acqua e scaldare.

I flaki polacchi: trippa di manzo in brodo con verdure e maggiorana, già pronta. Si scalda e si serve con pane e pepe. Senza conservanti.

Borsch concentrato con barbabietola e crauti: si allunga con acqua 1:1,5 e si scalda quattro minuti. Con un cucchiaio di panna acida.

Lo svekol'nik: barbabietola, carote e cipolla già cotte. Si allunga con acqua o brodo, sei minuti di cottura, e si serve freddo con panna acida, uovo sodo e aneto.

La soljanka in vasetto: cavolo, cetrioli in salamoia e pomodoro, la base acidula della zuppa. Sei minuti con acqua o brodo; a piacere si aggiungono affettati e olive.

La ciorbă moldava di fagioli bianchi con carne affumicata, già pronta: si scalda e si serve con pane e peperoncino verde.

Zuppa di manzo con verdure a dadini e pasta corta, acidula come vuole la tradizione. Un piatto caldo pronto in tre minuti.

La ciorbă de burtă classica: trippa a striscioline nel brodo bianco con panna, servita con aglio pestato e peperoncino. Si scalda e si porta in tavola.

La ciorbă di polpettine già pronta, legata con la smântână: verdure a dadini, riso e polpette. Si scalda e sa di domenica.

La ciorbă di pollo dell'Atelier Mediaș: petto a pezzi, carote, patate e taglierini. Tre minuti al microonde ed è pronta.

Il concentrato dello żurek, la zuppa polacca di farina di segale fermentata: si diluisce nel brodo con salsiccia bianca, patate e uovo sodo.

Gli involtini di verza ripieni di carne e riso, il piatto delle feste rumeno. Già cotti: si scaldano e si servono con smântână.

Il piatto pronto polacco: fagioli bianchi in salsa di pomodoro con kiełbasa e pancetta, senza esaltatori di sapidità. Si scalda e si mangia con il pane.

Il piatto pronto rumeno: fagioli bianchi in sugo di pomodoro con la costina affumicata. Si scalda in pentola o nel microonde e si serve con cipolla cruda e pane.

La stessa base di fagioli in sugo, con le salsicce al posto della pancetta. Senza coloranti né conservanti: pronto in cinque minuti.

Fagioli bianchi al 40% con lo stinco di maiale, cotti nel sugo di pomodoro con cipolla: il piatto invernale moldavo, da servire caldo.

Piselli verdi stufati con pezzi di maiale nel sugo: il pranzo romeno da dispensa, pronto in pochi minuti.

La stessa base di piselli stufati, con le alette di pollo al posto del maiale: più leggera, si serve calda con pane.

Piselli con lo stinco di maiale affumicato, nella linea «fără compromisuri»: senza coloranti né aromi aggiunti.

I fagioli bianchi con lo stinco della conserviera di Cluj: una porzione piena, da scaldare in pentola o nel microonde.

La variante con le salsicce affumicate: fagioli nel sugo di pomodoro con carota e cipolla, pronti da servire.

La yahnia bulgara: coscia di pollo stufata con i piselli e la carota. Piatto pronto da scaldare, nella scatoletta con la tappa litografata.

Le kyufteta bulgare, polpette di carne nel sugo di fagioli bianchi e pomodoro. Si scalda e si serve con pane e peperoncino.

Polpette di manzo nella fricassea bianca con alloro: la versione in scatola di un classico della cucina bulgara.

I fagioli con la costina affumicata della conserviera transilvana Mediaș (dal 1895): porzione pronta, da scaldare in pentola.

La fasolka polacca nella busta che basta scaldare: fagioli bianchi in salsa di pomodoro con salsiccia di maiale e maggiorana. Senza coloranti.

Il piatto pronto ucraino: grano saraceno già cotto con pezzi di pollo. Si scalda in due minuti — il pranzo del cantiere e del campeggio.

La iahnie romena pronta: fagioli bianchi in umido con cipolla e aroma di affumicato, senza carne. Da scaldare, con una cipolla cruda a fianco.

Il ghiveci romeno già pronto: patate, carote, peperoni e cipolla in sugo di pomodoro. Si scalda e si serve, anche come contorno.

La versione di Tecuci dello spezzatino di verdure in sugo: pronto da scaldare, da solo o accanto alla carne.

I fagioli bianchi cotti in sugo di pomodoro con cipolla e carota: il piatto di digiuno romeno, pronto da scaldare.

I fagioli bianchi (47%) stufati con peperone, carota e cipolla nel sugo di pomodoro: il piatto di digiuno romeno, pronto da scaldare.

Il ghiveci della fabbrica di Râureni: peperoni, pomodori, carote e patate con riso, già cotti. Si scalda e si serve, con pane o polenta.

Fagioli bianchi in umido con cipolla, carota e pomodoro: il piatto di magro romeno pronto in due minuti, da mangiare con cipolla cruda accanto.

Spicchi d'aglio già sbucciati, in salamoia delicata. Come sottaceto, o pronti da usare in cucina senza pelare nulla.

Il kimchi in vasetto: cavolo cinese, peperoncino, aglio e carote fermentati. Con il riso, nella zuppa o come contorno per tutto.

Peperoncini verdi interi conservati in olio con aglio: piccanti e profumati, accanto alla carne, ai fagioli o al formaggio.

I patisson, le zucchine a fungo, marinati interi con aglio ed erbe: croccanti e agrodolci, antipasto dell'Est per eccellenza.

Patisson gialli marinati con cipolla e aneto, vegan: si servono freddi accanto alle patate o alla carne.

Il vasetto piccolo di patisson dorati marinati: la porzione giusta per due, senza aprire un barattolo da chilo.

Il barattolo grande da chilo e mezzo: cetriolini marinati con aneto, aglio e alloro, sterilizzati. Per la tavola di famiglia.

Cetriolini in salamoia leggera con aglio e semi di senape: la versione più speziata della linea malosolnye di Zakuska.

Cetriolini interi marinati con abbondante aneto: la ricetta più semplice, pronta da aprire e servire.

Cetrioli marinati nello stile «da botte», più acidi e sodi del classico malosolnye, con aglio e aneto.

Cetriolini croccanti marinati con peperoncino: la versione piccante della linea Zakuska.

Cetriolini selezionati e croccanti, marinati «alla casalinga» con abbondante aneto: la ricetta semplice di sempre.

Cetriolini della linea Моя Семья in marinatura leggera «malosolnye»: più freschi e meno acidi del sottaceto classico.

I cetrioli della collezione «mamma Lena» di Tëšča, marinatura classica: la stessa linea dei pomodori gialli, versione cetrioli.

Cetrioli ucraini in marinata classica: il sottaceto di tutti i giorni di Veres, con aglio e aneto.

Cetrioli fermentati come nella botte di legno, leggermente salati, vegan: più delicati dei marinati all'aceto.

Il secchiello da frigo dei cetrioli fermentati in salamoia con aglio, rafano e aneto: non sono all'aceto, sono quelli acidi della botte. Si tengono al fresco.

La busta da frigo dei cetrioli fermentati in salamoia: acidi e croccanti, quelli della botte. Da scolare e servire.

Cetriolini marinati con abbondante aneto, vegan: la versione classica della linea Емеля.

Cetriolini polacchi marinati con peperoncino intero: più decisi dei classici sottaceto di Rolnik.

Peperoncini chili interi (50%) in aceto di alcol, con un filo di zucchero: piccanti e croccanti. Uno accanto a ciorbă, fasole o grigliata.

Fette di anguria conservate in salamoia dolce-salata con foglia di vite: l'antipasto dell'Est che spiazza sempre, agrodolce e freschissimo. Anche nel vaso grande da 1400 g.

Il vasetto misto: pomodorini ciliegia sopra, cetrioli sotto, con aglio e foglie di alloro. Un antipasto pronto.

Pomodori e cetriolini insieme nello stesso vasetto, con aneto e aglio: l'assortito che accontenta tutti.

Pomodori (46%) e patisson insieme nello stesso vasetto, con aneto e sedano: il piatto di sottaceti già pronto, vegan.

Cetriolini e pomodori marinati insieme alla maniera di Nizhyn, con aglio e aneto: il classico assortimento ucraino.

L'assorti alla casalinga in versione «delicata»: pomodori (36%) e cetrioli (14%) marinati «delicati» con aglio, foglie di vite e pepe nero. Nel vaso da 1580 g o nel vasone da 1630 g.

La versione classica dell'assorti Emela: pomodori (43%) e cetrioli (19%) con aglio, foglie di vite, pepe nero e un pizzico di peperoncino. Disponibile anche nel vasone da 1630 g.

L'assorti Emela nella versione piccante: pomodori (43%) e cetrioli (18%) marinati con peperoncino (1%), aglio e foglie di vite. Per chi vuole il vasetto con carattere.

Peperone rosso, cetrioli, carote, cavolfiore, cavolo e pomodori verdi in aceto, linea Gourmet senza conservanti: le murături di casa per l'inverno, con sarmale e carne.

Foglie di vite intere in salamoia, pastorizzate, già pronte da sciacquare e arrotolare: per sarmale de post, dolma e sarmale con carne.

Il vasetto classico Giana di foglie di vite in salamoia, con la ricetta delle sarmale disegnata sull'etichetta. Sciacquare, farcire, arrotolare.

Foglie di vite dell'Armenia, conservate in salamoia nel vasetto Yan con il tappo a fantasia: per la dolma armena e le sarmale piccole.

L'acetosa tritata e fermentata alla polacca: è la base della zupa szczawiowa, con l'uovo sodo e la panna acida. Dopo l'apertura sta in frigo.

L'acetosa per lo zelënyj boršč: si versa nel brodo negli ultimi minuti, con l'uovo e l'aneto. Acida di suo, non serve aceto né limone.

L'aneto tritato pronto, tutto l'anno: nelle zuppe, sulle patate lesse, nella panna acida e sul pesce. Un cucchiaio vale un mazzetto fresco.

Il prezzemolo romeno in salamoia: si aggiunge alla ciorbă a fine cottura. Dopo l'apertura si tiene in frigo a 4 °C.

Il levistico, l'erba che fa la ciorbă romena: senza di lui la zuppa acida non sa di ciorbă. Un cucchiaio a fine cottura, in frigo dopo l'apertura.

L'aneto romeno in salamoia: nelle zuppe, con le patate novelle e nel brodo delle murături. Dopo l'apertura si tiene in frigo a 4 °C.

L'acetosa nel vasetto basso e largo della Zakuska: per lo zelënyj boršč e la zuppa di acetosa, con l'uovo sodo e la panna acida.

La versione a pomodoro intero (non ciliegia) della stessa linea На Посошок: piccante, senza aceto, con i due nonnini in etichetta.

Pomodori interi marinati alla moldava, ricetta «da tavola»: dolci e leggermente acidi, con aglio e aneto.

Pomodori interi poco salati con abbondante aneto, della linea «Отличная закуска» ucraina: freschi e poco acidi.

La versione all'aglio della stessa linea Козачок: pomodori interi poco salati, più decisi della variante all'aneto.

Pomodori interi marinati leggeri, con peperoncino, aglio e foglie di ciliegio: la ricetta «malosolnie» in formato grande.

Pomodori interi marinati alla maniera dell'Est: agrodolci, con aneto e aglio sul fondo. Il vasetto giallo della linea Моя Семья.

Pomodori marinati con spicchi d'aglio interi, più decisi del classico. Con le patate bollite e la panna acida.

La versione piccante: pomodori marinati con peperoncino e rafano. Per chi vuole lo zakuska che pizzica.

Pomodori marinati con aneto abbondante, i più profumati della serie. Da mettere in tavola con salumi e pane nero.

Pomodori slivka interi marinati con aglio ed erbe, senza aceto: la collezione «mamma Olja» di Tëšča. Con le patate lesse o la carne.

Pomodori marinati con miele al posto dell'aceto: dolci e delicati, con l'aneto. Antipasto freddo da vasetto.

Pomodori gialli interi marinati nella ricetta «classica», senza aceto: polpa dolce e poco acida, della collezione «mamma Lena».

Pomodori rossi e gialli insieme, marinati con mirtilli rossi: il tocco acidulo della žuravlyna. Ніжин, dal 1927.

Pomodori gialli interi marinati con aglio e aneto, nel vasetto da quasi un chilo. Contorno freddo o antipasto.

Pomodori interi marinati con tanto aneto e sedano, poco aceto: la collezione «mamma Polja» di Tëšča (Lackmann). Da servire freddi accanto alla carne o con le patate.

La ricetta classica della collezione «mamma Polja»: pomodori interi in marinata dolce-acida con erbe. Il vasetto da tavola di ogni giorno.

Pomodori interi marinati con aneto (1,5%), foglie di sedano e alloro, senza aceto: acidità solo da acido citrico. Produzione polacca per la linea Pogrebok.

Pomodori interi marinati con aglio, aneto, sedano e un tocco di peperoncino, senza aceto. Il fratello più deciso del vasetto all'aneto.

Pomodori interi (61%) marinati con aneto, aglio, prezzemolo, foglia di vite e alloro, un tocco di peperoncino. Il vaso grande da famiglia.

La ricetta classica dei pomodori marinati Emela, nel vasone a spalla larga: pomodori interi con aglio, prezzemolo e foglia di vite, senza peperoncino.

Pomodori interi marinati con aglio, peperone e pepe, senza aceto: l'acidità viene solo dalla fermentazione. Il vaso grande da tavola.

Pomodori slivka marinati senza aceto, pensati per accompagnare lo šašlyk: dolci, con erbe e peperone. La collezione «mamma Olja» di Tëšča.

Pomodori verdi fermentati in salamoia come nel barile di legno, con aglio e aneto. Croccanti e aciduli: con le patate, con la carne, con la vodka.

Il turshi albanese: pomodori verdi interi in salamoia, croccanti e aciduli. Da tagliare a spicchi accanto a carne alla brace e fasule.

Pomodorini ciliegia «malosolnye», poco salati, con aglio e aneto. Dolci e croccanti, spariscono dal vasetto in una sera.

Pomodorini ciliegia poco salati con peperoncino, aglio e rafano. Lo zakuska classico da vodka, con i due nonnini in etichetta.

Pomodorini ciliegia ucraini in marinata speciale con aglio: agrodolci, interi, da mangiare a uno a uno. Il vasetto piccolo, da tavola.

Pomodorini ciliegia interi in marinata classica, vegan: il vasetto grande da un chilo, per chi li finisce in un'ora.

I pomodorini ciliegia «malosolnye» nel secchiello da frigo: salatura leggera, con aneto, aglio e rafano. Più freschi e meno acidi dei marinati in vetro.

Pomodori essiccati al sole e conservati in olio con aglio, origano e alloro. Sul pane, nell'insalata o con la pasta.

I gogonele rumeni: pomodori ancora verdi, marinati interi in salamoia con foglie di sedano. Più aciduli e croccanti del pomodoro maturo.

Pomodori verdi interi fermentati in salamoia come nel barile di legno, con acido lattico naturale e spezie. Aciduli e croccanti: con le patate, con la carne alla brace.

Olive verdi greche ripiene di uno spicchio d'aglio, in salamoia di sale marino. Per l'aperitivo e le insalate.

Olive nere turche della varietà Uslu, intere e con nocciolo, in salamoia naturale. La colazione turca e romena le vuole sempre.

Olive verdi grandi, intere, in salamoia. Il vasetto da famiglia di Defne.

Olive verdi già denocciolate, pronte per insalate, pizza e cucina. Il formato piccolo.

Olive verdi ripiene di pasta di gogoșari, il peperone dolce romeno. Colorate e saporite, per l'aperitivo.

Olive greche annerite e denocciolate, in lattina: per pizza, insalata greca o da sgranocchiare. Prodotte in Grecia per Monolith.

Funghi shiitake marinati «alla maniera degli Urali», con aglio e aneto. Con le patate, nelle insalate, o come zakuska.

Orecchioni (pleurotus) marinati in infuso speziato, la ricetta degli Urali. Un classico della tavola russa d'inverno.

Gli shiitake marinati di «Tëšča» (la suocera), la linea di funghi di Lackmann. Sodi e profumati, con cipolla e olio.

Orecchioni marinati della linea Tëšča: teneri, in marinata leggera. Da scolare e condire con cipolla e olio di girasole.

I chiodini (opjata), i funghetti marinati più amati dell'Est. Piccoli, croccanti, con aglio e aneto: lo zakuska per eccellenza.

Champignon a fette già puliti e cotti, nel vasetto grande: per pizza, sughi, zuppe e ripieni senza sporcare la padella.

Champignon a fettine in salamoia, il vasetto piccolo per una pizza o un sugo.

Champignon interi marinati alla polacca, agrodolci con cipolla e spezie. Da servire freddi come zakuska o nelle insalate.
Nessun prodotto in questa categoria.
Selezione dello scaffale, aggiornata periodicamente. La disponibilità può variare da un punto vendita all'altro.
Per informazioni e disponibilità dei prodotti chiamate su WhatsApp. Consegna a domicilio a Mantova e dintorni.Scrivici su WhatsApp